Fermo, Altidona, Belmonte Piceno, Campofilone, Falerone, Francavilla D'Ete, Grottazzolina, Lapedona, Magliano di Tenna, Massa Fermana, Monsanpietro Morico, Montappone, Monte Giberto, Monte San Pietrangeli, Monte Vidon Combatte, Monte Vidon Corrado, Montegiorgio, Montegranaro, Monteleone di Fermo, Monterinaldo, Monterubbiano, Montottone, Moresco, Ortezzano, Pedaso, Petritoli, Ponzano di Fermo, Porto San Giorgio, Rapagnano, Sevigliano, Torre San Patrizio

phone-call+39 0734.603167

Ambito XIX - Aree di Intervento

Area Minori e Giovani

Le politiche giovanili ed il quadro normativo sviluppatosi in questi ultimi anni, in particolare,con la Legge 285/97, successivamente con la Legge 328/00 ed infine con la Legge Regionale 9/03, hanno offerto strumenti specifici per rispondere in modo concreto ai bisogni della collettività, con azioni e servizi a favore della persona, della famiglia, della comunità locale che si realizzano attraverso una programmazione condivisa da tutti gli attori sociali, educativi, culturali e sanitari. Ciò rappresenta il superamento di quelle culture di servizio orientate a delegare competenze ed a prendere in carico il caso singolo, anziché il nucleo familiare nel suo insieme di relazioni sistemiche e di vita quotidiana, inserito in uno specifico contesto di riferimento dal quale non si potrà prescindere.
E’ con la L.R. 9/03 che, attuando gli obiettivi già definiti dalla Legge 328/2000, l’Ambito Sociale XIX ha vissuto un momento decisivo di svolta che ha portato la sistematizzazione gli interventi per l’infanzia e l’adolescenza attraverso la realizzazione di un reale sistema integrato dei servizi educativi residenziali e semi-residenziali per minori e giovani.
L’obiettivo principale è quello di organizzare la rete di servizi socio educativi del territorio in un Sistema integrato pubblico-privato che, attraverso una pluralità di servizi educativi, informativi, formativi, di confronto e di scambio di esperienze, di prestazioni e tipologie di interventi specifici, sia in grado di avviare il processo di ascolto delle dinamiche relazionali che concorrono a soddisfare il bisogno di benessere dell’infanzia e dell’adolescenza, rispondendo adeguatamente alle esigenze della famiglia alla quale viene riconosciuto il ruolo di protagonista nelle scelte educative. L’adozione di una logica di sistema dei servizi, degli interventi, delle risorse finanziarie ed umane presenti a livello territoriale, nonché la messa in connessione delle diverse competenze istituzionali e professionali ha portato un’evoluzione del processo organizzativo dei servizi ed interventi rivolti ai minori, giovani, adolescenti e le loro famiglie.
 
OBIETTIVI
• progettazione concertata tra enti locali;
• progettazione partecipata, tesa al coinvolgimento dei soggetti del settore socio-culturale ed educativo per i minori e gli adolescenti del territorio, valorizzandone le specificità;
• coordinamento degli interventi progettati e messi in atto che consenta il superamento di eventuali frammentazioni;
• utilizzo ottimale delle risorse umane, economiche e strutturali per una maggiore efficacia degli interventi.

ATTORI DELLA RETE DEI SERVIZI PER I MINORI, GIOVANI, ADOLESCENTI E LORO FAMIGLIE
 
La famiglia, la scuola, i servizi sanitari, la parrocchia, i luoghi formali ed informali d’incontro dei ragazzi ed altre associazioni del territorio, sono un costante punto di riferimento del lavoro dell’Ambito Sociale XIX. Le attività svolte forniscono ai minori, ai giovani, agli adolescenti ed alle loro famiglie, strumenti di autonomia sociale per favorire i processi di inclusione. Nella maggior parte dei casi si è utilizzata una metodologia di progettazione partecipata per incrementare il livello di partecipazione ed il coinvolgimento dei soggetti interessati. Il lavoro di rete sviluppato con i diversi soggetti sociali e culturali del territorio ha favorito un interscambio permanente sulle problematiche del territorio dell’Ambito promuovendo al tempo stesso, partendo dalle famiglie, l’idea di una comunità territoriale sempre più partecipata, sia nella fase di costruzione di azioni confacenti i bisogni del territorio, che nella fase di condivisione degli obiettivi da raggiungere.

 

Minori-e-Giovani

 

 

Area Disabili

L’Ambito Sociale XIX ha sostenuto una politica in favore dell’handicap in primo luogo finalizzata a combattere l’esclusione sociale ed a garantire pari opportunità, non discriminazione e qualità della vita dei soggetti disabili e delle loro famiglie, nel rispetto dei principi stabiliti dalla Legge 104/92 “Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” che costituisce la carta dei diritti dell’invalido con la finalità di:
• GARANTIRE L’ASSISTENZA, L’INTEGRAZIONE SOCIALE E I DIRITTI DEI PORTATORI DI HANDICAP;
• PREVENIRE E RIMUOVERE LE CONDIZIONI INVALIDANTI CHE OSTACOLANO IL PIENO SVILUPPO DELLA PERSONA;
• REALIZZARE LA MASSIMA AUTONOMIA, I DIRITTI CIVILI, POLITICI E PATRIMONIALI DEL DISABILE;
• PROMUOVERE LA PIENA INTEGRAZIONE SCOLASTICA, LAVORATIVA E SOCIALE DEI DISABILI.
E’ evidente che non è più possibile pensare a politiche settoriali, dal momento che il processo di inclusione riguarda tutti gli aspetti della vita delle persone con disabilità (scuola, lavoro, mobilità, accessibilità), pertanto si è cercato di portare avanti una “progettazione inclusiva” tenendo conto delle particolari esigenze delle persone disabili all’interno delle politiche e delle attività ordinarie. L’intento dell’Ambito Sociale XIX è di avviare un percorso socio-sanitario volto a garantire il bene salute del soggetto disabile e della sua famiglia, volti alla tutela, alla promozione della salute, alla cura ed alla riabilitazione, nella consapevolezza che per una piena ed efficace realizzazione dello stesso ed in coerenza con il principio di sussidiarietà, è chiamata in causa l’intera società che deve riconoscere il soggetto disabile come membro attivo della comunità.
 
VERSO UN SISTEMA INTEGRATO DI SERVIZI
La Legge 328/00 all’Art.14 disciplina i progetti individuali per le persone disabili: “Per realizzare la piena integrazione delle persone disabili nell’ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell’istruzione scolastica oprofessionale e del lavoro, i comuni, d’intesa con le aziende unità sanitarie locali, predispongono, su richiesta dell’interessato, un progetto individuale”. La Legge Quadro di riforma dei servizi sociali ha recepito l’importanza fondamentale dei progetti di vita per le persone disabili, quali strumenti efficaci per l’attuazione delle politiche territoriali sulla disabilità. Il loro riconoscimento sul piano legislativo e all’interno di una legge sociale di cosi vasta portata è indicativo della loro valenza quale atto amministrativo e quale buona prassi per l’effettiva realizzazione del processo di inclusione delle persone con disabilità nella vita della collettività locale. A seguito della Legge rispetto all’integrazione dei servizi socio-sanitari si è offerto nuovo impulso alla promozione delle iniziative a favore dell’integrazione dei servizi sociali e sanitari al fine di offrire risposte sempre più adeguate ai bisogni espressi dalle persone disabili e dai loro familiari. In questo quadro di impegni assunti dall’Ambito Sociale XIX e dall’ASUR Marche Zona Territoriale 11, si è preceduto ad elaborare un “Accordo di Programma per la promozione di un sistema integrato tra il servizio sociale e l’UMEE-UMEA” finalizzato alla progettazione di percorsi comuni ed integrati e volto alla regolamentazione dell’accesso ai servizi ed alla razionalizzazione delle prestazioni offerte a livello territoriale; prevede altresì una gestione coordinata degli interventi per l’integrazione dei disabili sul territorio e per la piena realizzazione del progetto individuale di recupero sociale.

 

Disabili

 

La costituzione di équipes multidisciplinari integrate centrali e territoriali, preposte a sovrintendere ed attuare congiuntamente ogni fase dell’assistenza (dalla programmazione, alla gestione operativa, alla verifi ca e valutazione) e l’omologazione e sincronizzazione delle stesse procedure di intervento rappresentano un nuovo percorso in grado di riqualifi care le prestazioni erogate a favore dei soggetti disabili calibrando gli stessi in maniera personalizzata.
 
PROGETTO GLOBALE DI VITA INDIVIDUALE
Il nuovo sistema dei servizi integrati comporta un processo unitario di presa in carico nel quale l’accertamento dello stato di salute della persona deve essere fi nalizzato alla quantifi cazione e qualifi cazione dei bisogni - attraverso un progetto globale di vita individuale - che possa accompagnare la persona disabile nel suo processo di crescita e di inclusione nei diversi contesti di vita: familiare, scolastico, lavorativo e sociale. Ciò presuppone una condivisione dei patrimoni culturali comuni, in riferimento ad alcuni concetti cardine come quelli di presa in carico e riabilitazione sui quali devono essere incentrate per il prossimo triennio le politiche socio-assistenziali, sanitarie, educative, formative ed occupazionali.

La presa in carico dovrebbe essere definita come l’insieme delle strategie e degli strumenti di attenzione dei servizi, distribuiti omogeneamente sul territorio, verso le situazioni di svantaggio delle persone disabili. Tali strategie integrate devono tradursi, attraverso l’offerta di servizi pubblici e privati in interventi con risorse e competenze adeguate, coordinati, basati sulla continuità ed effi caci per il conseguimento di pari opportunità contrastando o eliminando discriminazioni sociali. La presa in carico è uno dei fondamentali momenti per l’impostazione e il mantenimento del rapporto persona-famiglia - sistema dei servizi - contesto sociale. Anche la riabilitazione è un processo che può essere descritto come il complesso degli interventi orientati a contrastare gli esiti dei deficit, a sostenere il raggiungimento di livelli massimi di autonomia fi sica, psichica e sociale, a promuovere il benessere psichico e la più ampia espressione della vita relazionale ed affettiva.
Riabilitare infatti non signifi ca realizzare un’azione sanitaria fi ne a se stessa o che intervenga sulla specifi ca disabilità, ma un processo interattivo che si propone di sviluppare o rieducare le funzionalità globali dell’individuo, le sue potenzialità di crescita,nell’ottica di una reale integrazione sociale.
Riabilitazione intesa come processo multifunzionale e multiprofessionale, un continuum di interventi alla persona che richiede il progetto di un percorso personalizzato capace di coinvolgere tutte le risorse presenti sul territorio da quelle specifi catamente sanitarie e tecniche a quelle sociali e culturali. In tale ottica, la riabilitazione si prefi gura come un processo in cui si articolano competenze professionali, funzionamento in rete dei servizi e integrazione tra sanitario e sociale. Tutte queste risorse a favore della persona con disabilità non possono che far capo ed essere attivate da una rete integrata di servizi che funzioni come un sistema di vasi comunicanti tali da potenziarsi a vicenda attraverso una concertazione degli interventi ed una governance degli stessi.
 
COORDINAMENTO PER LA TUTELA DELLE PERSONE DISABILI
Il Coordinamento per la tutela delle persone disabili dell’Ambito Sociale XIX si è posto come obiettivo quello di promuovere azioni volte a garantire la piena integrazione dei soggetti disabili e di monitorare quelli che sono i bisogni degli stessi e delle loro famiglie. Per tale motivo, sono stati costituiti quattro gruppi di lavoro (composti da operatori socio-sanitari, referenti dei servizi pubblici e privati, dagli utenti) ognuno dei quali ha approfondito una tematica specifi ca: informazione e documentazione, integrazione scolastica, sostegno alla famiglia ed integrazione lavorativa.
 
GRUPPI DI LAVORO DELL’AMBITO SOCIALE XIX
I quattro gruppi di lavoro composti da referenti dei servizi sociali e sanitari, delle scuole, delle associazioni di volontariato e sindacali, delle cooperative sociali, del Centro per l’Impiego e di altri attori sociali, hanno studiato le diverse realtà presenti nel territorio fermano, valutato e verificato i bisogni dei soggetti disabili e delle loro famiglie e le risorse socio-sanitarie offerte; in modo da formulare ipotesi e proposte per la programmazione futura che ne garantisca e migliori la qualità della vita.

 

 

Disabili2

Area Salute Mentale

Il ruolo degli Enti Locali, in relazione alle proprie competenze in tema di interventi e Servizi Sociali, è quello di collaborare alla realizzazione del citato progetto obiettivo secondo le linee di intervento fissate dalla Legge 328/2000 e dal Piano Sociale Regionale e nel rispetto della normativa attuativa degli Art.3 -septies del D.Lgs 502/1992, così come modificato ai sensi del D.Lgs 229/1999. In particolare i Comuni ed i loro rispettivi Ambiti Territoriali sono impegnati a:
• “GARANTIRE E PROMUOVERE IL PIÙ AMPIO SVILUPPO DEGLI INTERVENTI DI PREVENZIONE PRIMARIA”;
• “PARTECIPARE ALLA PROGRAMMAZIONE LOCALE, REGIONALE E VERIFICA DEI RISULTATI CONSEGUITI DALLE ZONE TERRITORIALI DELL’ASUR NEL CAMPO DELLA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE, RACCORDANDO IL PIANO DI ZONA DELL’AMBITO TERRITORIALE CON IL PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ DEL DSM E PROMUOVENDO
AZIONI NELL’ORGANIZZAZIONE DEL SERVIZIO SOLLIEVO (PROTOCOLLI VARI)”.
 
IL “SERVIZIO SOLLIEVO” NELLA REGIONE MARCHE
Il Progetto pilota dei Servizi di Sollievo, coofi nanziato dalla Regione Marche, gestito in ambito sociale e sanitario, deve garantire un sostegno alle famiglie con soggetti con problematiche psichiatriche e deve essere attuato con continuità nell’ambito della validità del citato progetto obiettivo.
• COSTRUIRE UNA POLITICA PUBBLICA PER LA TUTELA DELLA SALUTE
• CREARE AMBIENTI CAPACI DI OFFRIRE SOSTEGNO
• RAFFORZARE L’AZIONE DELLA COMUNITÀ
• SVILUPPARE LE CAPACITÀ PERSONALI
• RIORIENTARE I SERVIZI SANITARI
 
I “SERVIZI SOLLIEVO” CONTRIBUISCONO, ATTRAVERSO LA COLLABORAZIONE SANITÀ-SOCIALE, AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI PREVISTI DAL P.S.R. “UN’ALLEANZA PER LA SALUTE”
 
 
I SERVIZI PER LA SALUTE MENTALE NELL’AMBITO SOCIALE XIX
L’origine multifattoriale e la sempre maggiore frequenza di disturbi psichici rendono inefficace qualunque strategia tesa ad affrontare il problema sulla base dei soli interventi di carattere sanitario. E’ stato necessario implementare strategie nuove per passare dalle politiche dei servizi psichiatrici alle politiche per la salute mentale coinvolgendo nel processo una pluralità di soggetti sociali quali: la famiglia, gli Enti Locali, la scuola, le associazioni del terzo settore e la comunità, insostituibili per rendere efficaci i processi di integrazione o reintegrazione, oltre che per rendere economicamente compatibile il soddisfacimento dei bisogni di salute.
A differenza di altre malattie o handicap fisico, la malattia mentale, oltre ad investire direttamente la persona che vive il problema e la sua famiglia, produce nella società degli atteggiamenti di chiusura e pregiudizi dovuti essenzialmente alla non conoscenza della malattia, non favorendo quindi il reinserimento sociale di chi vive direttamente il problema. E’ importante, quindi, promuovere un’informazione semplice e alla portata di tutti, che tocchi i diversi aspetti legati alla malattia mentale, ipotesi relative all’origine, farmaci in uso, aspetti della terapia e della riabilitazione, accesso ai servizi pubblici e privati. A tal fine l’Ambito Sociale XIX, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale – ASUR Zona Territoriale n.11, ha organizzato Corsi di Formazione rivolti a Familiari, Operatori e Volontari rispetto ai temi della Salute Mentale.

INTERVENTI PRECOCI E SUPERAMENTO DELLO STIGMA
Da un’analisi territoriale effettuata si rileva che sono sempre più emergenti disagi psichici in età adolescenziale. Di fronte a questo scenario, in cui si sviluppano fenomeni di devianza e si diagnosticano scompensi psicotici in età sempre più giovane, l’Ambito in raccordo con la ASUR Zona Territoriale n.11 ha l’obiettivo di promuovere un’efficace prevenzione mirata al disagio psichico in età adolescenziale al fine di evitare che l’intervento non precoce avvii a situazioni di cronicizzazione. Sono stati avviati progetti di sensibilizzazione all’interno delle Scuole al fine di promuovere una cultura della solidarietà, di combattere lo stigma che ruota intorno alla malattia e di creare una campagna informativa che miri a sensibilizzare la cittadinanza, prevalentemente quella giovanile, rispetto a queste tematiche.
 
LA MALATTIA MENTALE E LA FAMIGLIA
La malattia mentale di un soggetto molto spesso viene vissuta dalla famiglia con vergogna e con la difficoltà a gestire la situazioni, in quanto impreparata e non in grado di reggerla per varie ragioni: eventi inaspettati, età avanzata, mancanza di risorse, conflittualità eccessiva, etc. Di vitale importanza sarebbe promuovere a livello territoriale una rete di servizi in grado di effettuare una vera presa in carico della situazione familiare: il servizio psichiatrico non deve solo diagnosticare la malattia del soggetto e la terapia farmaceutica, ma pensare ad una presa in carico precoce del soggetto e della sua famiglia accompagnandoli in un percorso terapeutico evitando che la malattia del soggetto si stabilizzi nel tempo e la famiglia non regga situazioni di elevato stress psicologico. L’Ambito Sociale XIX, insieme alla ASUR Zona Territoriale n.11 e l’Ambito Sociale XX, al fine di promuovere il sostegno alle famiglie ha avviato, da due anni, il Servizio Sollievo.
 
IL “SERVIZIO SOLLIEVO” DELL’AMBITO SOCIALE XIX
Il “Servizio Sollievo” degli Ambiti Territoriali XIX e XX, presentato alla Regione Marche nell’anno 2002 e realizzato a partire dal mese di Aprile 2003 in linea con gli obiettivi previsti dal Piano Sanitario Regionale, si inserisce fra gli interventi atti a favorire l’inclusione sociale dei soggetti affetti da disturbi mentali e/o da disagio psichico, e a promuovere il sostegno delle loro famiglie.
Gli obiettivi riguardano principalmente la prevenzione primaria, secondaria e terziaria: evitare l’insorgenza della patologia psichiatrica, evitare l’ampliarsi della nuova cronicità e il ricorso all’istituzionalizzazione, costruire un sistema di supporto per le famiglie tramite l’attivazione di risorse esistenti valorizzando la famiglia stessa.
 
FINALITA’ DEL “SERVIZIO SOLLIEVO”
• FAVORIRE IL COORDINAMENTO TERRITORIALE TRA LE DIVERSE REALTÀ ISTITUZIONALI PRESENTI NEL TERRITORIO DEGLI AMBITI TERRITORIALI XIX E XX;
• COMBATTERE LA SOLITUDINE ED L’EMARGINAZIONE CHE SI CREA INTORNO ALLA PERSONA CHE VIVE UN PROBLEMA DI SALUTE MENTALE E LA SUA FAMIGLIA;
• FAVORIRE L’ACCOGLIENZA E LA PRESA IN CARICO DELLE FAMIGLIE CHE VIVONO DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE IL PROBLEMA;
• PREDISPOSIZIONE DI UNA RETE DI SERVIZI E DI RISPOSTE FINALIZZATE ALL’INSERIMENTO SOCIALE IN TUTTE LE REALTÀ TERRITORIALI: SOCIALE, CULTURALE, SPORTIVA, SCOLASTICA E PRODUTTIVA;
• COSTRUZIONE DI INTERVENTI SOCIALI A FAVORE E CON LE FAMIGLIE;
• FAVORIRE LA COSTITUZIONE DI GRUPPI DI AUTO-MUTUO AIUTO;
• PREVENZIONE CONTRO NUOVE CRONICITA’.

Area Dipendenze Patologiche

Il problema della droga e più in generale delle dipendenze tra i giovani è un fenomeno tristemente radicato nella nostra società per contrastare il quale non sono suffi cienti la buona volontà o il semplice sdegno, ma occorre soprattutto una profonda conoscenza della realtà ed una adeguata capacità di adottare strumenti più effi caci. Per questa particolare area di intervento l’Ambito Sociale XIX ha previsto, in linea anche con il nuovo modello organizzativo dipartimentale Regionale, un processo dove diversi soggetti pubblici e privati hanno reso possibile affrontare con rigore metodologico e scientifico tutti gli aspetti connessi all’uso e abuso di sostanze. L’effettiva pari titolarità degli attori coinvolti ha permesso di realizzare un programma di interventi coerenti e coordinati. In particolare si è attuata una politica sociale volta a:
• CONSOLIDARE in modo innovativo, una funzionale collaborazione tra agenzie educative e servizi del territorio rivolti alla fascia adolescenziale (ogni soggetto, istituzionale e non, diventa una risorsa in relazione alle altre progettualità del territorio).
• COSTRUIRE un programma unitario e un percorso condiviso di:
- PREVENZIONE PRIMARIA ASPECIFICA, per favorire percorsi di crescita e di conoscenza sviluppando interventi in campo culturale e sociale attraverso cui le nuove
generazioni possano costruire il proprio futuro personale e professionale. Ampliare le occasioni d’incontro e ritrovo tra adolescenti con spazi, attrezzature
e conoscenze. Sostenere le famiglie nell’esercizio delle capacità genitoriali soprattutto durante il faticoso processo evolutivo dei propri fi gli.
- PREVENZIONE SPECIFICA, per la promozione della salute e prevenzione di azioni a rischio, attuando un’informazione corretta e capillare sugli effetti nocivi dell’uso di droghe e/o sull’adozione di comportamenti di dipendenza e antisociali al fi ne di aumentare i livelli di conoscenza riguardo la gestione della propria salute offrendo anche spazi di accompagnamento e di sostegno per situazioni di difficoltà e di disagio.

 

Dipendenze-Patologiche

Area Anziani

Il progressivo processo di invecchiamento della popolazione a livello locale ha comportato per l’Ambito Sociale XIX l’adozione di una politica d’intervento complessa e articolata per un miglioramento della qualità della vita della persona anziana. Il bisogno dei cittadini in età avanzata riguarda la progressiva condizione di fragilità psico-fisica, che determina il vero e proprio ingresso nella condizione anziana e risulta tanto più drammatica quanto più gli anziani si trovano ad affrontarla da soli, a causa della mancanza o della fragilità delle reti parentali e di sostegno primario (rapporti familiari, amicali, di vicinato) e secondarie (basate sull’intervento di strutture associative, istituzionali, professionali) in grado di cooperare tra loro in  una prospettiva di community-care. La povertà delle relazioni sociali, che nei casi limite sfocia in vere e proprie forme di solitudine e isolamento, è pertanto una fonte specifica di disagio degli anziani, soprattutto quando il loro stato di salute  è particolarmente problematico. Il profondo mutamento della struttura familiare, costituita sempre più da famiglie mononucleari e monoparentali, richiede infatti uno sviluppo flessibile e innovativo dell’offerta dei servizi e prestazioni per gli anziani. E’ opportuno sottolineare, sotto il profilo sociale, che dei 25.426 anziani ultrasessantacinquenni residenti nel territorio dell’Ambito Sociale XIX almeno 10.324 (il 40,6%) di questi vivono soli e più della metà in famiglie monoparentali; i restanti, in nuclei bi-familiari (composti da due soli anziani). Rispetto ai dati del Piano di Zona 2003 si è verificato un sensibile incremento del numero degli anziani passando da 24.599 a 25.426 unità. Da tali riscontri, rappresentanti una vera e propria criticità demografica, si evidenzia come l’Ambito Sociale abbia avviato e sviluppato una corretta politica d’intervento integrata per affrontare a livello territoriale il complesso e variegato fenomeno dell’invecchiamento generazionale; attuando una modulazione appropriata dei servizi in risposta ai differenti bisogni, rispondendo mediante l’individuazione di livelli essenziali con interventi socio-sanitari.
 
VERSO UN SISTEMA INTEGRATO DEI SERVIZI
La Legge 328/00 come citato all’Art.15, sostiene in maniera specifica interventi di sostegno alle persone anziane non autosufficienti; ponendo particolare attenzione ai soggetti in condizione di fragilità fisica e psichica, con difficoltà d’inserimento nella vita sociale. Più specificatamente stabilisce e colloca fra gli obiettivi primari, quello di favorirne l’autonomia, sostenendo il nucleo familiare attraverso l’assistenza domiciliare agli anziani, attraverso interventi realizzati in rete con soggetti pubblici e privati, volti a sostenere ed a mantenere l’autonomia delle persone e la loro permanenza nell’ambiente familiare. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali riconosce e sostiene il ruolo peculiare delle famiglie nella tutela e nella cura della persona, nella promozione del benessere e nel perseguimento della coesione sociale; sostiene e valorizza i molteplici compiti che le famiglie svolgono sia nei momenti critici e di disagio, sia nella gestione normale della vita quotidiana. La Regione Marche applicando e condividendo i principi ispiratori della legge nazionale di riforma del sistema sociale ha adottato, con Deliberazione n.1566 del 14.12.2004: “Il sistema dei servizi per gli anziani della Regione Marche” atto a...PREVENIRE, CONTRASTARE, RIDURRE LA NON AUTOSUFFICIENZA

La linea innovativa del welfare marchigiano per il miglioramento della qualità della vita dell’anziano si prefigge di: assicurare il benessere della persona attraverso lo sviluppo e la conservazione delle capacità fisiche e psichiche, affrontare positivamente le responsabilità quotidiane, riconoscere e coltivare le potenzialità personali, svolgere una soddisfacente vita di relazione ed essere parte attiva della società. A tal fine vengono sostenute tutte le azioni volte a contrastare e contenere la non autosufficienza. Ciò è raggiungibile solo attraverso una forte integrazione socio-sanitaria, una riqualificazione del sistema dei servizi e lo sviluppo della partecipazione e condivisione attiva della rete sociale del volontariato e dell’intera collettività nonchè il sostegno alla famiglia.

LA POLITICA DELL’AMBITO SOCIALE NELL’AREA ANZIANI
L’Ambito Sociale XIX condividendo la politica programmatica regionale ha attuato a livello locale programmi per il perseguimento di un sistema innovativo, integrandosi con la parte sanitaria, coinvolgendo la rete dei servizi di volontariato territoriali al fine di garantire un sistema di prestazioni integrato socio-sanitario e pubblico-privato per l’anziano. L’attività che l’Ambito intende proseguire per il prossimo triennio si basa su una premessa fondamentale: al centro di ogni risposta v’è la persona. Analizzeremo il fenomeno “vecchiaia” in tutti i suoi aspetti, per ciò che ogni anziano porta con sé, diritti e doveri che lo contraddistinguono come cittadino, i bisogni che lo rendono uguale a tutti gli altri e quelli che invece lo contraddistinguono. Da tale premessa, si è sviluppata una rete di servizi in grado di rispondere in modo sempre più differenziato e personalizzato alle domande che gli anziani presentano, attraverso interventi di prevenzione e sostegno e l’integrazione pubblico-privato. L’Ambito mira a favorire il mantenimento dell’anziano nel proprio ambiente di vita e contribuisce al superamento della solitudine; la sua azione si svilupperà nel prossimo triennio sulle seguenti linee di intervento:

 

Anziani

 

Il lavoro finora svolto per il potenziamento dei servizi e l’attività di prevenzione, ha comportato anzitutto un’azione complessa di monitoraggio del presente, di sensibilizzazione delle varie istituzioni, associazioni e degli anziani alla partecipazione attiva rispetto alle varie iniziative proposte a livello d’Ambito su tutto il territorio, come:
• PARTECIPAZIONE AD ATTIVITÀ DI PREVENZIONE ED INFORMAZIONE;
• ATTIVITÀ LUDICO-RICREATIVE E CULTURALI;
• SVILUPPO DELLA MOBILITÀ E SCAMBIO TRA DIVERSE CULTURE, ANCHE A LIVELLO EUROPEO;
• PARTECIPAZIONE ALLE ATTIVITÀ DI VOLONTARIATO E DI SOLIDARIETÀ ANCHE INFORMALE;
• VALORIZZAZIONE DELLA MEMORIA COME RISORSA E PATRIMONIO PER LA CRESCITA DELL’IDENTITÀ POSITIVA DELLA COLLETTIVITÀ;
• SVILUPPO DEI RAPPORTI DI SCAMBIO GENERAZIONALE.
È con la realizzazione del progetto “Vivere insieme con gioia la Terza Età” che si è avviato un processo importante di collaborazione, coinvolgimento e partecipazione attiva dell’anziano alla vita comunitaria. L’obiettivo è stato quello di aiutare l’anziano a considerare l’invecchiamento come evento positivo. L’Ambito ha inoltre sviluppato la promozione della messa in rete dei servizi socio-sanitari presenti sul territorio al fine di affrontare in maniera integrata gli interventi di sostegno della persona anziana. Si è cercato di mettere a regime modalità di valutazione congiunta, dal punto di vista sociale e sanitario, del bisogno dell’anziano in modo da effettuare una rilevazione e valutazione complessiva del problema e offrire risposte congruenti con i reali bisogni della persona. E’ stato anche approvato a livello socio–sanitario un protocollo d’intesa per la promozione di un sistema integrato per i servizi e gli interventi domiciliari (SISID), tra l’Ambito Sociale XIX l’ASUR Zona Territoriale 11, per la definizione delle modalità e delle procedure operative di prestazioni a rilevanza sociale e sanitaria.
• IL SISID SI CARATTERIZZA PER LA FORTE VALENZA INTEGRATIVA DELLE PRESTAZIONI DOMICILIARI IN RELAZIONE ALLA NATURA E COMPLESSITÀ DEI BISOGNI A CUI SI RIVOLGE.
• SI CONNOTA PER L’UNITARIETÀ D’INTERVENTO BASATO SUL CONCORSO PROGETTUALE DI APPORTI PROFESSIONALI, SANITARI E DI PROTEZIONE SOCIALE ORGANICAMENTE INSERITI NEL PROGETTO ASSISTENZIALE PERSONALIZZATO.
• LA CONTINUITÀ ASSISTENZIALE CHE IL SISTEMA GARANTISCE SI BASA SULLA CONDIVISIONE DI OBIETTIVI, DELLE RESPONSABILITÀ E SULLA COMPLEMENTARIETÀ DELLE RISORSE NECESSARIE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEI RISULTATI DI SALUTE.
Nella programmazione degli interventi di assistenza per gli anziani è necessario tener presente il forte bisogno di socializzazione ed inclusione sociale per evitare un contemporaneo decadimento psicologico, pertanto l’Ambito Sociale ha cercato di implementare su tutto il territorio un processo di valorizzazione del volontariato e della rete dei servizi di solidarietà per affiancare la persona e la sua famiglia nei momenti critici della vita quotidiana ed in situazione di malattia cogente.

I BISOGNI SPECIFICI DEGLI ANZIANI
Come abbiamo visto in precedenza, la persona anziana ha vari bisogni che vanno soddisfatti partendo da una rete assistenziale complessa ed articolata che affronta in maniera sistematica le problematiche di rilievo socio-relazionale, socio-assistenziale, culturale e sanitaria. Lo stato di salute della persona è determinato contemporaneamente da tre fattori quali: la salute fisica, il benessere socio-ambientale e quello psico-affettivo, che concorrono diversamente a determinare il benessere bio-psico-sociale. E’ quindi evidente che l’intervento sull’anziano deve muoversi contemporaneamente in molteplici direzioni. Da sottolineare la necessità di un approccio globale alla persona, che, senza privilegiare uno di questi tre diversi aspetti, non ne trascuri però nessuno e soprattutto non ne sottovaluti il ruolo, l’importanza e la possibile interferenza reciproca. A tal proposito è bene ricordare che i rapporti tra ambiente e condizione familiare socioeconomica,
psiche, turbe mentali e comportamentali sono così stretti che una ridotta stimolazione ambientale può favorire in un soggetto anziano l’insorgere di un circolo vizioso, che può condurre all’isolamento, all’emarginazione ed alla definitiva decadenza psicofisica.
 
I BISOGNI DELL’ANZIANO AUTOSUFFICIENTE
Il primo disagio degli anziani è quello della solitudine. Condizione della persona che scaturisce dalla carenza di risorse personali, ma soprattutto dalle barriere sociali che spesso vengono erette dalla comunità. L’anziano di conseguenza deve sapersi adeguare ai mutamenti che il trascorrere del tempo e la vita stessa impongono alla sua condizione.
Da ciò scaturisce che per aiutarlo concretamente occorre:
• una regolazione del Sistema dell’Offerta dei Servizi, perchè Offrire servizi oggi, non significa soltanto sopperire alle necessità, ma soprattutto evidenziare i bisogni sistematici dell’anziano, monitorare le sue condizioni, le necessità sociali, abitative, tutelari ed economiche. Nelle attuali procedure di riordino del Sistema dei Servizi si parla sempre più spesso di servizi aperti alla collaborazione con altre realtà presenti nel territorio; ampliando il campo d’azione, non più limitato ad interventi assistenziali, ma promuovendo anche quelli preventivi, volti al recupero delle potenzialità dei soggetti, incoraggiandoli a partecipare alla vita sociale della città, invitandoli in attività culturali e ricreative. L’anziano viene quindi vissuto  come nuova ed importante risorsa, per cui l’impegno culturale e politico è nell’individuare tali opportunità per la promozione di una propria cittadinanza attiva.

 

Anziani2

 

I BISOGNI DELL’ANZIANO NON AUTOSUFFICIENTE
La condizione dell’anziano non autosufficiente determina una parziale o totale incapacità di autodeterminarsi e di vivere in maniera indipendente la vita quotidiana. Tale condizione non è causata esclusivamente dall’età ma da incidenti, malattie fisiche o psichiche, nonché dal contesto socio economico e relazionale di appartenenza della persona. La fragilità fisica e psichica dell’anziano deve essere necessariamente sostenuta da una rete parentale, amicale, di vicinato, nonchè dai servizi socio-assistenziali preposti in grado di tutelare l’anziano in tutti i suoi aspetti. È evidente che l’anziano non autosufficiente è maggiormente soggetto al rischio di solitudine e nei casi più drammatici a condizioni di isolamento. Importante è quindi sostenere una politica incentrata sul mantenimento della persona nel suo contesto ambientale in modo da evitare il più possibile la perdita delle relazioni interpersonali e sostenere la famiglia, se presente, nel percorso di cura e assistenza del componente familiare.
Non sempre però la famiglia è in grado di affrontare individualmente le difficoltà legate alla cura della persona anziana non autosufficiente, sia dal punto di vista economico, sia per il peso-impegno che ne consegue.
L’Ambito Sociale ha cercato di incrementare la rete dei servizi di solidarietà e del volontariato proprio per aiutare la persona fragile e la sua famiglia nel percorso di intervento e sostegno dell’anziano.
Parallelamente si sono realizzati piani di intervento coordinato, tra le strutture semiresidenziali e residenziali per anziani, che permettano di rispondere in modo sempre più qualificato alle persone anziane sole e non autosufficienti. Tale progetto ha coinvolto anche il servizio sanitario distrettuale.

 

Anziani3 

Area Immigrazione

Dal 2003 ad oggi più della metà dei Comuni dell’Ambito Sociale XIX hanno realizzato interventi a favore degli immigrati residenti. Fra gli interventi sostenuti vi sono stati:
1) SPORTELLI INFORMATIVI PER IMMIGRATI,
2) INTEGRAZIONE E SOSTEGNO LINGUISTICO NELLE SCUOLE DELL’OBBLIGO,
3) PROGETTI D’INTEGRAZIONE CULTURALE,
4) INTERVENTI DI SOSTEGNO PER L’ABITAZIONE,
5) CENTRI DI PRIMA E SECONDA ACCOGLIENZA.
In ordine di prevalenza sono stati programmati interventi per il sostegno linguistico e per l’integrazione culturale; nei comuni con maggior prevalenza di popolazione e di immigrati sono stati aperti i centri informativi; i Comuni di Porto San Giorgio e Fermo hanno sostenuto gli interventi di sostegno all’abitazione e solo il Comune di Fermo sostiene gli interventi per l’accoglienza.
Le scelte degli Enti di dirigersi verso gli interventi suddetti sono derivate, oltre che dalle esigue risorse economiche della Regione che hanno contribuito per il 28/30% del costo totale degli interventi, dalla consapevolezza e condivisione comune dell’importanza di favorire l’integrazione linguistica e culturale in particolare dei minori immigrati al fine di migliorare le relazioni nell’ambiente di vita in cui sono inseriti.
Diversi progetti di integrazione e intercultura, svolti in collaborazione con associazioni anche di immigrati del territorio, sono stati finalizzati a favorire una migliore integrazione degli immigrati nella comunità locale, attraverso azioni che hanno promosso l’incontro, il confronto e lo scambio tra le diverse culture, religioni, etnie. Le associazioni coinvolte, svolgono attività di integrazione e sostegno degli stranieri anche nei centri di aggregazione giovanile e propongono la formazione interculturale di operatori sociali e di docenti delle scuole al fine di formare personale qualificato in grado di gestire l’accoglienza, l’integrazione e l’intercultura degli alunni stranieri e degli immigrati in genere.
Ulteriori iniziative di solidarietà, che nella maggioranza dei casi vanno a supportare nuclei familiari  immigrati in situazione di emarginazione, con gravi difficoltà economiche e di inserimento sociale e  lavorativo vengono svolte da diverse associazioni di volontariato, che si attivano per la distribuzione su tutto il territorio di pacchi alimentari e prodotti farmaceutici e guardaroba proprio a fronte di situazioni di assistenza primaria che si verificano sul territorio. Il Centro territoriale di educazione degli adulti con sede a Fermo oltre che offrire formazione agli adulti in genere si occupa dell’offerta di corsi di lingua italiana per immigrati dislocando nelle zone territoriali più pertinenti le attività di formazione.
 
Obiettivi prioritari per l’area immigrati, anche in relazione al Piano Sociale di Zona 2005/2007.
1) INTEGRAZIONE, INTERCULTURA E SOSTEGNO EXTRASCOLASTICO: interventi necessari in una società ormai “multietnica” dove la comunicazione interculturale deve appartenere a tutti i cittadini per superare le barriere e i limiti di ciascuna cultura se resta isolata e chiusa.
A differenza degli scorsi anni, si ritiene utile lo svolgimento del sostegno scolastico linguistico dei minori immigrati in un contesto extra scolastico al fine di agevolare l’apprendimento e la socializzazione nel gruppo classe. In particolare gli obiettivi sono:
- Accoglienza del minore straniero nelle scuole, tramite un percorso di conoscenza delle peculiarità culturali e religiose del minore stesso e della propria famiglia. Per affrontare tali problematiche di integrazione è evidente la necessità di avere una rete di riferimento, in grado, sia a livello scolastico che sociale, di intervenire positivamente in merito alle necessità di inclusione sociale, così da evitare discriminazioni. E’ opportuno attuare interventi di sostegno linguistico per agevolare la conoscenza della lingua italiana; la conoscenza della lingua appare, infatti, uno strumento fondamentale per una integrazione sociale, supportata dall’intervento del mediatore culturale, operatore che facilita il processo di integrazione degli stranieri.
- Sollecitare e sensibilizzare a livello regionale le Dirigenze Scolastiche e i docenti interni a farsi carico dell’insegnamento della lingua seconda durante l’orario scolastico e destinare ai Comuni interventi di sostegno linguistico e integrazione a livello extra scolastico.
- Formazione del personale docente per il raggiungimento di competenze trasversali, al fine di consentire la programmazione delle attività rivolte ai singoli alunni, con bisogni educativi speciali, e al gruppo classe nel suo insieme. Vi è la necessità di utilizzare strumenti atti a risolvere le difficoltà comunicative nella prima fase d’inserimento e di reperire informazioni sulla storia dell’alunno, sui modelli formativi e scolastici del paese d’origine, di acquisire nozioni teoriche di base e strumenti operativi e tecniche didattiche in ambito interculturale.
MEDIAZIONE LINGUISTICA E CULTURALE: nelle scuole con una consolidata presenza di alunni stranieri si ritiene fondamentale lo strumento della mediazione culturale intesa come supporto del ruolo educativo all’interno della scuola. Il mediatore culturale, infatti, collabora nei compiti di accoglienza, tutoraggio e facilitazione nei confronti degli alunni, dei docenti e delle loro famiglie. In particolare si ritiene opportuno:
- Supportare le famiglie dei minori immigrati nella conoscenza dell’accesso ai servizi educativi e nell’orientamento e definizione di modalità d’intervento in situazioni di conflitto.
- Sollecitare percorsi di conoscenza delle diverse culture e dei diversi atteggiamenti nei confronti della scuola e dei processi di formazione; intervenire con progetti territoriali per aumentare la conoscenza e consapevolezza reciproche.
- Ampliare dell’elenco di mediatori culturali, al fine di poter disporre di personale esperto e qualificato, in modo da affrontare, con competenza, le problematiche di stranieri provenienti da paesi “lontani” dalla cultura occidentale.
- Formarne degli operatori dei centri di aggregazione giovanile, a livello di animazione interculturale, con presenza anche saltuaria di mediatori culturali nei suddetti centri; individuare forme di agevolazione per la frequenza ai centri da parte dei minori immigrati, spesso poco presenti per difficoltà di reperire mezzi trasporto pubblici e/o per barrire culturali che contrastano la vita sociale nel territorio.
VALORIZZAZIONE DELLA PROGETTUALITA’ DELLE ASSOCIAZIONI: al fine di restituire loro protagonismo spesso subordinato alla disponibilità dell’Ente locale, per favorire l’incontro tra associazioni, per sostenere iniziative interculturali provenienti dal territorio. In particolare si ritiene utile:
- Partecipazione attiva delle associazioni di immigrati in attività interculturali e ampliamento della partecipazione di rappresentanti di diverse culture a livello istituzionale.
FORMAZIONE E INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA: vista la forte presenza di straniere, in particolare dei paesi dell’est europa, impegnate in lavori domestici per il supporto della cura e assistenza a domicilio di famiglie con la presenza di anziani o di anziani soli è opportuno formare il personale addetto ai lavori domestici e all’assistenza di persone spesso malate, attraverso corsi di formazione specifica che sia di tutela sia della persona assistita che dell’assistente. È inoltre importante promuovere la prevenzione della salute dei cittadini a livello integrato con l’ASUR.
- Tutela del lavoro domestico delle “badanti”, attraverso la formazione specifica e la tutela delle famiglie con anziani, bisognose di supporto domiciliare, istituendo un apposito elenco di “badanti” o lavoratori domestici adeguatamente formati.
ACCESSO ALL’ABITAZIONE: le difficoltà abitative degli immigrati derivano dalla carenza di abitazioni in affitto economico , dalla scarsa edilizia sociale e da insufficienti interventi alternativi di sostegno mirati alle fasce deboli. L’inadeguatezza di politiche abitative adeguate rischia di creare situazioni di debolezza sociale, povertà e d esclusione sociale.
- Promozione di politiche abitative, per mediare la domanda e l’offerta delle case, istituire fondi di garanzia per le famiglie meno abbienti, facilitare l’accesso all’abitazione delle persone immigrate, spesso economicamente deboli, attraverso azioni dirette ad incentivare l’affitto e ridurne i problemi legati alla discriminazione.

Area Disagio

L’Ambito Sociale XIX nella realizzazione del sistema integrato degli interventi e servizi sociali a favore degli adulti ha sviluppato molteplici livelli di rilevanza generale della politica sociale, quali: le politiche del lavoro, la formazione, la politica fiscale, la politica familiare, le politiche per la casa che insieme, rappresentano un bagaglio di servizi e prestazioni al cittadino e possono favorire, nelle forme più diverse, una migliore qualità della vita.
In particolare, l’obiettivo dell’Ambito è stato quello di individuare, attraverso una concertazione partecipata tra tutti gli attori sociali coinvolti, soluzioni in relazione alle diverse tipologie di bisogni emergenti, ovvero: interventi di prevenzione tramite attività informativa e formativa, di sensibilizzazione, di segretariato sociale e interventi di sostegno all’inclusione sociale tramite orientamento, accompagnamento al lavoro e formazione professionale. Le politiche sociali per l’area adulti sono volte a promuovere ed assicurare il benessere dei cittadini attraverso interventi di sostegno e assistenza riguardanti le diverse problematiche legate alle difficoltà economiche, al disagio abitativo, alla mancanza e/o precarietà di lavoro, alla salute psico-fisica, all’inclusione sociale, all‘emarginazione ed alla giustizia. Ovvio dunque che le misure adottate dall’Ambito Sociale per contrastare le situazioni di fragilità degli adulti sono dirette ad ostacolare un possibile depauperamento, atte a creare condizioni di aiuto per uno sviluppo della persona da tutti i punti di vista: economico, sociale e culturale; promuovendo l’autonomia attraverso la formazione professionale e l’inserimento lavorativo, nonché l’avvicinamento alle reti sociali.
 
L’EVOLUZIONE DEL SISTEMA DELL’OFFERTA DEI SERVIZI
L’offerta dei servizi e prestazioni al cittadino “adulto” è stata ampliata e consolidata su tutto il territorio dell’Ambito Sociale XIX a partire dall’approvazione del primo piano sociale di zona. Con la legge 328/00 che definisce il sistema integrato delle prestazioni sociali ed i criteri per l’erogazione dei servizi sono stati individuati, fra i prioritari, gli interventi di sostegno alle responsabilità individuali e familiari, di sostegno a grave e temporanea difficoltà economica, di supporto alle famiglie  di recente immigrazione con difficoltà di inserimento sociale. Si è prevista inoltre l’adozione, nei limiti delle risorse disponibili di ogni ente locale, di misure di contrasto della povertà e di sostegno al reddito, di accompagnamento alle persone con difficoltà abitative, sostegno economico per favorire la vita autonoma. Alcune normative di riferimento a livello regionale prevedono quindi da alcuni anni interventi di supporto alla persona nelle situazioni sopra citate dando l’opportunità a livello locale di impostare le politiche d’intervento in maniera programmata al fine di intraprendere percorsi di accompagnamento alla risoluzione dei bisogni degli adulti in difficoltà varie. Attraverso la legge 30 del 1998 “Interventi per il sostegno alla famiglia” e la legge regionale 2 del 1998 “Interventi a sostegno dei diritti degli immigrati” a livello comunale vengono programmati interventi di supporto a nuclei familiari in situazioni di disagio e azioni volte a favorire il progressivo inserimento degli immigrati tramite interventi di sostegno per l’abitazione, per garantire l’accoglienza in situazioni di emergenza, per favorire l’educazione interculturale, l’apprendimento della lingua italiana e l’alfabetizzazione.
Per rispondere ai problemi inerenti l’abitazione, il riferimento normativo è quello dell’Art. 11 della Legge Nazionale n. 431 del 1998 “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo”, che permette alle persone con basso reddito di usufruire di un contributo regionale per l’accesso alle abitazioni in locazione con la contribuzione in quota parte dei comuni.
A seguito dell’attuazione di un Protocollo d’Intesa tra Regione Marche e Ministero della Giustizia in materia penitenziaria e post-penitenziaria in questo Ambito territoriale dove è presente una Casa di Reclusione, è stato avanzato un progetto di promozione e sostegno destinato ad adulti sottoposti a misure restrittive della libertà, finalizzato a favorire attività di formazione, trattamentali culturali e di rieducazione, d’integrazione sociale e lavorativa degli stessi.
Dal 2003 tale normativa ha permesso all’Ambito Sociale XIX di individuare per il proprio territorio di riferimento azioni innovative volte a sostenere la persona detenuta, ex detenuta e/o in corso di procedimento penale, in percorsi di sviluppo delle potenzialità individuali e di autonomia con particolare riferimento al momento del reinserimento nell’ambiente sociale e lavorativo. Nel campo della formazione permanente degli Adulti, con l’attuazione della Deliberazione della Giunta Regionale n. 1023 del 15 luglio 2003 “Direttive generali ed indirizzi per l’attuazione dell’Accordo tra Governo, Regioni, Province, Comuni e Comunità Montane del 2 marzo 2000 sull’Educazione degli Adulti”, si è costituito a livello di interambito il Comitato Locale degli Adulti avente funzioni di indirizzo programmatico in relazione alla formazione. Si riconosce finalmente valore e importanza all’educazione e formazione continua lungo l’intero arco della vita di ogni individuo al fine di sviluppare la partecipazione attiva dei cittadini alla vita sociale ed economica e la promozione dell’occupabilità.
 
VERSO UN SISTEMA INTEGRATO DEI SERVIZI
L’Ambito Sociale ha promosso e sviluppato l’integrazione tra le varie istituzioni partecipi alla politica sociale a favore degli adulti, dei servizi socio sanitari e del terzo settore al fine di favorire il benessere della persona e la sua autonomia. L’integrazione ha rappresentato un canale fondamentale per la costruzione di un percorso di lavoro congiunto fra tutti gli attori; ha comportato inoltre una maggiore conoscenza dei bisogni specifici degli adulti ed una lettura complessiva delle risorse disponibili per dare risposte concrete alle necessità di sostegno e accompagnamento dell’adulto nel percorso di vita.

 

Disagio

 

L’Ambito Sociale ha promosso la messa in rete degli sportelli e dei servizi socio-sanitari già esistenti sul territorio, che a vario titolo, si adoperano per creare condizioni d’inclusione sociale pìù favorevoli, per affrontare le sempre più varie e complesse necessità del disagio adulto che si esprime in modo diffuso su tutto il territorio. A tal fine, la rete di servizi di accompagnamento per specifiche problematiche, ha di fatto potenziato le risposte informative e sociali di promozione e sostegno per gli adulti in difficoltà.

 

Disagio2

 

Altro importante passo intrapreso dall’Ambito Sociale XIX sin dal 2003, riguarda la collaborazione istituzionale con la Provincia di Ascoli Piceno che si è concretizzata  con la stipulazione di un Protocollo d’Intesa: “Per una politica della formazione professionale e dell’inserimento al lavoro nell’ambito delle competenze relative al sistema del welfare locale” che ha visto l’integrazione tra Ambito e Provincia nella programmazione sociale, con particolare riferimento alla lettura del territorio, attraverso la rilevazione dei bisogni sociali, la regolamentazione degli interventi formativi tramite fondi FSE ed inserimenti lavorativi con i servizi offerti dal Centro per l’Impiego. Riguarda altresì la riqualificazione e l’aggiornamento degli operatori sociali presenti sul territorio e la riqualificazione e l’inserimento lavorativo dei gruppi più svantaggiati.

 

Disagio3

 

Durante il processo di integrazione e sinergia fra l’Ambito e le altre parti sociali, è stato svolto altresì un lavoro di concertazione e confronto tra tutti i referenti, che in maniera diversa operano per favorire un percorso di integrazione ed inserimento lavorativo delle persone adulte. Tale progetto ha portato alla condivisione ed alla defi nizione di percorsi comuni tesi a garantire la maggiore circolazione delle informazioni, opportunità diverse per coprire le esigenze ed i bisogni dei cittadini; soluzioni rivolte ad ottimizzare l’efficacia delle risorse ed impedire sovrapposizioni di competenze e settorializzazione delle risposte.
 
VERSO UN SISTEMA OMOGENEO DEI SERVIZI E DELLE PRESTAZIONI
È da evidenziare l’impegno dell’Ambito nel lavoro di messa a sistema degli interventi e prestazioni erogati dai comuni, sviluppando una funzione di supporto e supervisione. Si è cercato di rendere omogenee su tutto il territorio le modalità ed i criteri per l’erogazione di alcune prestazioni essenziali. È stato approvato ed applicato a livello d’Ambito un criterio univoco di accesso per la concessione dei contributi economici relativi alla Legge Regionale 30/98 individuando i limiti di accesso per benefi ciare delle rispettive prestazioni.

 

Disagio4

HTML 4.01 Valid CSS Pagina caricata in: 0.124 secondi - Powered by Simplit CMS